Mi sembrava giusto citare uno alla volta i vari gruppi di giovani che accostandosi alla musica sbagliano clamorosamente strada, non che io sia così presuntuoso da cambiar loro i propri gusti, ma perlomeno bisogna prenderne atto.
La Generazione Tunz Tunz:
è sabato, milioni di persone si preparano per passare una bella serata in compagnia ed è proprio questo il momento in cui milioni di persone si uniscono in migliaia di gruppi, uno dei quali è il gruppo da me chiamato (ci tengo a sottolineare "me") Tunz Tunz.
Ebbene, questi baldi giovini si riuniscono solitamente in macchine molto rumorose, non dovute ad acciacchi bensì a frequenze sonore abbastanza orecchiabili (in qualche caso fortunato) ma molto, molto, molto monotone e soprattutto al volume qualificabile come "spaccatimpani". Questo è il modo esatto con cui la suddetta generazione si prepara ad affollare piste da ballo assordanti piene di fumo e luci che con una lunga esposizione portano ad attacchi epilettici.
Sempre per la solita teoria "se non lo provi non puoi giudicarlo" sono stato un paio di volte a queste serate, che sembra si svolgano nel seguente modo:
Una volta arrivati col proprio o altrui mezzo sul luogo bisogna cercare un parcheggio e non è cosa affatto semplice perché altri mezzi che pian piano girano accanto a te lanciano occhiate di sfida inducendoti all'errore e a soffiarti sotto il naso 4 metri di spazio libero dove posteggeranno la loro mercedes di almeno 7 metri (e trasformando le family car davanti e dietro in monovolumi compatti).
Eccoci finalmente a piedi, a un minimo di due km dalla discoteca, arrivati all'ingresso non credevo alle mie pupille miopi... la fila cominciava dove avevo messo la macchina… torno indietro e faccio la fila… quando pensavo ormai di aver raggiunto l'orario in cui solitamente mi preparo a tornare a casa (quindi già molto tardi) finalmente arrivo davanti a due pettorali seguiti da due bicipiti che mi ritrovo davanti gli occhi… agitandosi davanti a me, mi indicano la via donandomi graziosamente la Drink Card.
Piccola parentesi:
Drink Card = legalizzazione del sequestro di persona, ovvero, entri "gratis" ma non esci se non hai pagato… (mi sono sempre chiesto se uno dovesse perdere il portafoglio cosa succederebbe)
Insomma entro, leggermente confuso dal trastullo pre-ingresso, vorrei avvicinarmi al bancone per un drink, ma è troppo affollato.. mi ci avvicino lo stesso (ringrazio la drink card), ordino un whiskey senza ghiaccio (ma evidentemente il ghiaccio è compreso nella drink card.. che ringrazio sempre) e mi fanno pagare.. cioè, mi derubano…
Entro in pista, cappellini che luccicano, canotte che pensavo le usassero solo nei film di Fantozzi, occhiali da sole in piena notte quindi deduco velocemente siano occhiali da luna, che si avvicinano accennando movimenti molto simili a ciò che si chiama ballare a mini mini gonne e mini mini magliettine ripiene di carne che sempre col solito movimento prontamente si allontanano come si fosse avvicinato uno zombie in cerca di cervelli...
Qui si interrompe la mia storia, a "pà pà l'americano" non ce l'ho fatta, sono crollato, perdonatemi ma Carosone mi è apparso in sogno dicendomi "Nooo, pure tu uagliò", sono crollato ma una cosa l'ho imparata:
Che non è tutto oro quel che luccica, al limite sono strass !
Ps: ringrazio Marco per il finale

si figuri, è sempre un piacere!
RispondiElimina